Solidarietà per il popolo tibetano
Ri-Creazione è un blog dedicato al bricolage creativo. Ci piace divertire, incuriosire e, perché no, provocare dimostrando che c’è sempre un modo nuovo per vedere le cose.
Questa notte però non ci sentiamo creativi.
Ci fermiamo a riflettere su quanto sta accadendo a Lhasa e in tutto il Tibet.
Dal 1950 (data di occupazione del Tibet da parte delle truppe della Repubblica Popolare Cinese) ad oggi in Tibet sono state uccise oltre 1.200.000 persone (vale a dire circa settanta al giorno) e sono stati distrutti più del 95% dei templi buddhisti, monasteri e luoghi di culto.
Un vero e proprio genocidio che va avanti da oltre cinquant’anni e che oggi, finalmente, riempie le prime pagine dei giornali. Le violenze di oggi sono quelle di ieri ma questa volta i riflettori sono accesi e tutti stanno a guardare: è la vigilia delle Olimpiadi.
In realtà , le notizie su quello che sta succedendo in queste ore in Tibet ci arrivano incomplete e contradditorie. Quando le fonti cinesi parlano di una decina di morti, i media ne citano diverse decine e le fonti non ufficiali ne denunciano diverse centinaia.
La Cina cerca goffamente di spostare i riflettori dal caso tibetano ai Giochi Olimpici per i quali sta lavorando ininterrottamente forse da sempre.
Già … le Olimpiadi…
Boicottare le Olimpiadi è l’unico modo, chiaro ed inequivocabile, per manifestare in modo evidente ed efficace il proprio sdegno.
Perché è vero che la Cina è un mercato con un miliardo di consumatori ed è vero che in Cina si produce a costi molto bassi, ma questo non significa che si può restare a guardare.
CommunicaGroup e il caso tibetano
da lallaste
Ultimo commento:
di emac il 01/1/70
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marzo 25th, 2008 at 16:49
scusami, ma il problema è l’assassinio di persone o la distruzione di templi che sono il simbolo di secoli di oscurantismo ed usurpazione sui diritti dello stesso popolo tibetano? Direi che è ora di cominciare a fare un pò di chiarezza sulla questione, dato che due torti (repressione cinese e repressione religiosa) non fanno una ragione!