Archivi della categoria ‘arte’
I pesci di plastica di David Edgar
Cos’hanno in comune pesci tropicali e plastica? Si direbbe non molto.
Forse l’habitat, visto che ormai non c’è angolo di natura incontaminata nel mondo, neanche negli oceani, dove la plastica non sia arrivata.
Che altro? I colori brillanti.
E’ quello che deve avere pensato anche David Edgar, che per evitare che plastica e pesci tropicali si trovino a sguazzare negli stessi mari, ha usato flaconi di detersivo, barattoli e tappi di bottiglia per realizzare le sue coloratissime creature marine.
Dal progetto è nato anche un libro, Fantastic Recycled Plastic, edito da Lark Books nel 2009.
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Sul sito trovate una galleria con tutte le sue creature, i prezzi, e c’è anche la possibilità di informarsi riguardo agli incontri che David organizza con studenti e ragazzi per insegnare loro come arrivare da una banale confezione di detersivo a un pesce tropicale.
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da Tostoini
L’arte “spiaggiata” di Anke Paap
Per chi vive lontano dal mare fare una passeggiata sulle nostre spiagge durante l’inverno non è cosa che capiti spesso, ma per chi abita sulla costa una passeggiata sul bagnasciuga è un’abitudine usuale anche nei mesi freddi.
La differenza principale con l’estate è quello che si vede sulla spiaggia. Anziché bagnanti, asciugamani, ombrelli e palette, sulla spiaggia di ritrovano i residui della civiltà industriale.
Tra pezzi di plastica, tappi di bottiglia, cocci di vetro levigati dalla sabbia e dalle ondate si trovano anche conchiglie, alghe, pezzi di legno e brandelli di reti, oggetti che avrebbe più senso rinvenire su una spiaggia. Ma principalmente di avanzi della società occidentale si tratta.
Non è un bello spettacolo, ma c’è anche chi da questi materiali di risulta ha tirato fuori delle opere d’arte: Anke Paap. Continua a leggere… »
da Tostoini
Street art con i bicchieri di plastica
Feste, pic-nic, cene con gli amici, sono queste le occasioni più frequenti per consumare i bicchieri di plastica e secondo alcune direttive quelli sporchi non possono essere riciclati, vanno buttati nella spazzatura indifferenziata. Eppure c’è un modo per riutilizzarli… la creatività suggerisce di inventare delle vere e proprie opere d’arte sia colorando i bicchieri sia riempiendo di bevande colorate. Sono molti gli artisti che utilizzano questa forma d’arte, in particolare sottolineerei quella di Wooster Collective.
Un insieme di giovani ragazzi che raccolgono sul loro sito le immagini delle loro opere d’arte costruite per le strade del mondo. Potete visionare la gallery dei loro lavori con i bicchieri di carta.
da Ilaria Aurino
Musica dai rifiuti: Import/Export (Suite for Global Junk)
Qualche giorno fa Ilaria ci aveva parlato dei Manzanella Quartet, un gruppo che ha partecipato ad Italia’s got talent che fa musica a partire da materiali riciclati, recuperati, ripensati.
Oggi torniamo a parlare di musica di riciclo con un progetto di Gabriel Prokofiev e Joby Burgess, compositore e producer di Londra che crea musica riciclando i materiali utilizzati per imballare le merci.
Non a caso il brano si intitola Import/Export (Suite for Global Junk) ed è stato composto per i PowerPlant, un gruppo la cui musica è fatta con strumenti realizzati a partire da materiali destinati alla discarica. Continua a leggere… »
da Tostoini
Bottiglie di latte per illuminare gli ambienti
Bere latte, lo dicono anche i nutrizionisti, fa bene e può contribuire al riciclo creativo per la realizzazione delle vere e proprie opere d’arte. Non è una follia ma un’idea di Gitta Gschwendtner, che nel progettare gli interni del negozio londinese Lik+Neon, ha utilizzato le bottiglie di latte vuote per illuminare gli ambienti. Questo nuovo locale di design indipendente vende gioielli, riviste, magliette e opere d’arte moderna e tutto il complesso è stato riprogettato dalla designer inglese, che ha anche utilizzato stampelle e corde elastiche per posizionare i prodotti in modo originale.
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da Ilaria Aurino
2,4 milioni di pezzi di plastica per Chris Jordan
Praticamente tutti conoscono La grande onda, la xilografia del 1832 realizzata da Katsushika Hokusai. Non tutti sapranno che si intitola La grande onda e non avranno sentito nominare Hokusai, ma l’immagine ormai è parte di un immaginario universale immediatamente riconoscibile. Molto meno noto è il Pacific Trash Vortex e i suoi simili.
Proprio per sensibilizzare il mondo sul problema di tutta la plastica che ogni giorno finisce in mare con conseguenze disastrose per l’ecosistema marino, il fotografo Chris Jordan ha realizzato un’opera d’arte riciclata di dimensioni titaniche: una replica perfetta de La grande onda.
Ma anziché pennello e colori, ha utilizzato oltre due milioni di frammenti di plastica.
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da Tostoini
Ultimo commento:
di LabSpace il 01/1/70
Tertium non data, gioielli alchemici con la plastica
Gülnur ÖzdaÄŸlar è un architetto formatasi alla Middle East Technical University. Il suo lavoro è stato premiato in moltissimi concorsi internazionali e oltre all’architettura si è spesso dedicata alla grafica ed alla fotografia.
Dal 2008 ha cominciato ad interessarsi alla creazione di gioielli e di complementi per la casa utilizzando materiali riciclati.
In particolare la sua materia d’elezione è il PET, la plastica di cui sono fatti moltissimi dei contenitori di consumo più diffusi: bottiglie di bibite, flaconi di shampoo.
Con questo materiale apparentemente banale crea gioielli particolari, che sembrano usciti dalle mani di un soffiatore di vetro, dalle forme che ricordano le meduse o i pezzi di vetro levigati dalle onde del mare.
Eppure, è “solo” plastica.
Trovate i lavori di Gülnur ÖzdaÄŸlar sul suo sito, sul suo blog e nel suo negozio Etsy. C’è solo l’imbarazzo della scelta.
da Tostoini
Cestino di plastica d’asporto
Un cestino porta oggetti, uno svuota tasche o un semplice secchiello per far giocare i bambini può essere costruito con una confezione di plastica di qualsiasi prodotto liquido. Questo scrigno di tesori può contenere quello che volete e per realizzarlo basta tagliare la parte superiore del contenitore di plastica con un taglierino, la parte rimanente può essere decorata sia con pennarelli o pennelli oppure incollando immagini tagliate da varie riviste di giornali. Sul bordo potete inserire con della colla a caldo della stoffa che poi può prolungarsi divenendo una manica per portare a spasso questo cestino.
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da Ilaria Aurino






