Posts Taggati come ‘accessori’
Un’incudine per lavorare il filo metallico
Un’altra idea dedicata a chi tra di voi si diletta nella creazioni di accessori, per lavoro, per passione o per semplice hobby.
Lo spunto ce lo offre Alessia, una talentuosa artigiana di origini siciliane che vive dalle parti di Lecco.
Alessia ha un blog che si chiama Beads & Tricks, in cui oltre ai suoi coloratissimi lavori offre anche suggerimenti su tecniche, segnalazioni di altre artigiane particolarmente interessanti e moltissimi spunti utili.
Lavorando col filo metallico per creare i suoi bijoux, Alessia si è trovata ad avere bisogno di un blocchetto per lavorare il filo – si tratta sostanzialmente di una sorta di “incudine”.
Così ha cercato una soluzione che fosse non solo economica, ma anche riciclata e l’ha trovata in un vecchio ferro da stiro. Continua a leggere… »
da Tostoini
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di Alessia il 01/1/70
Tertium non data, gioielli alchemici con la plastica
Gülnur ÖzdaÄŸlar è un architetto formatasi alla Middle East Technical University. Il suo lavoro è stato premiato in moltissimi concorsi internazionali e oltre all’architettura si è spesso dedicata alla grafica ed alla fotografia.
Dal 2008 ha cominciato ad interessarsi alla creazione di gioielli e di complementi per la casa utilizzando materiali riciclati.
In particolare la sua materia d’elezione è il PET, la plastica di cui sono fatti moltissimi dei contenitori di consumo più diffusi: bottiglie di bibite, flaconi di shampoo.
Con questo materiale apparentemente banale crea gioielli particolari, che sembrano usciti dalle mani di un soffiatore di vetro, dalle forme che ricordano le meduse o i pezzi di vetro levigati dalle onde del mare.
Eppure, è “solo” plastica.
Trovate i lavori di Gülnur ÖzdaÄŸlar sul suo sito, sul suo blog e nel suo negozio Etsy. C’è solo l’imbarazzo della scelta.
da Tostoini
Pretty in plastic: gli accessori con le carte di credito di Kelly e Beth
In Italia le carte di credito e di debito non sono diffuse come negli Stati Uniti, ma anche dalle nostre parti le tessere plastificate – tessere fedeltà , raccolte punti, buoni regalo… - sono molto diffuse e probabilmente costituiscono buona parte dell’ingombro dei nostri portafogli sempre più smagriti.
Cosa fare di tutta questa plastica? Kelly e Beth, due sorelle gemelle statunitensi, hanno deciso di usarla come materia prima per i loro gioielli.
Negli Usa l’abitudine di personalizzare le proprie carte di credito peraltro è molto diffusa, per cui  Kelly e Beth hanno un repertorio di immagini e di colori molto più ampio del tipico azzurrino, grigino o dorato classico delle carte di credito.  Il risultato sono gioielli estremamente colorati e dalle forme pop.
da Tostoini
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di Manu il 01/1/70
Gioielli coi cocci
Tra le tante piccole abitudini quotidiane che tanti di noi coltivano, c’è quella della tazza preferita. Che sia la tazza della colazione o una mug per il the di metà pomeriggio, una tazza scelta personalmente in un negozio o il regalo di una persona cara, souvenir di un viaggio speciale o acquisto dal merchandising di qualche iniziativa a cui si è particolamente affezionati, quella tazza diventa qualcosa di molto più di un semplice contenitore per bevande calde.
Che fare allora quando la vostra tazza preferita va in pezzi?
Potete raccoglierne mestamente i pezzi e buttarli in pattumiera, o ricavarne dei gioielli come ha fattoElisabeth Yarborough. Continua a leggere… »
da Tostoini
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di relydesign il 01/1/70
I gioielli etici di RecyclArt
Il progetto RecyclArt nasce nel 2007 per desiderio di un gruppo di volontari, la Coalición Reciclaje, insieme a Terra Nostra, un’associazione non governativa del Costa Rica.
Le due associazioni hanno unito i loro sforzi per portare avanti un’iniziativa che mettesse assieme arte, riciclaggio, educazione ambientale e la possibilità di ottenere pari opportunità per le donne.
L’idea di fondo è di generare delle possibili fonti alternative di reddito nelle aree rurali attraverso le pratiche di riciclaggio, formando e organizzando gruppi di donne che acquisiscono così tutta una serie di saperi artigianali e che diventano anche responsabili delle pratiche di riciclaggio per le proprie comunità . Continua a leggere… »
da Tostoini
L’albero portagioielli
L’albero portagioielli è diventato ormai quasi un classico: lo si trova come espositore nei banchetti delle fiere e dei piccoli festival, nei negozi e nelle case di moltissime fanciulle.
Il motivo del suo successo sta nell’essere una forma molto semplice ma d’effetto, che aiutare a trovare a colpo d’occhio i propri accessori e li trasforma in un elemento decorativo oltre a mettere ordine.
Ma perché acquistarne uno di autentica plastica quando si può attingere direttamente all’originale?
Se non avete un albero in giardino dalle cui potature scegliere un ramo perfetto per i vostri scopi, potete trovarne uno tra gli sfalci che vengono consegnati alle isole ecologiche per lo smaltimento.
Centsational Girl ha usato le potature della quercia del suo giardino e fotografato passo passo gli step per arrivare dal ramo fronzuto al risultato finale.
Sul suo blog trovate tutte le istruzioni per crearne uno anche per voi.
da Tostoini
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di relydesign il 01/1/70
Le perle di stoffa di Sara Pacciarella
Se siete solite – o soliti, non mettiamo limiti di genere – trafficare con tessuti, ago e filo, vi sarà familiare quel momento in cui dopo aver tagliato una stoffa ci si ritrova con una miriadi di piccoli ritagli di cui non si sa bene che farsi.
A volte li si butta a malincuore, altre volte invece li si conserva pensando che prima o poi si troverà un uso anche per loro. Ecco, potrebbe essere arrivato il momento di tirare fuori la scatola dei ritagli: il tutorial di Sara Pacciarella su Perline di saggezza vi spiegherà come trasformare questi ritagli di stoffa in perle colorate con cui fare collane, orecchini e accessori. Continua a leggere… »
da Tostoini
I bracciali dalle vecchie tazze da the di Lindsay Pemberton
Le tazze da the coi decori floreali, le damine settecentesche o i paesaggi inglesi dipinti in tenui sfumature di blu sono un tipico complemento d’arredo delle case delle nonne – anche se adeguatamente decontestualizzate ultimamente fanno la loro comparsa anche in contesti meno âgée.
Sono anche la passione di Lindsay Pemberton, una giovane designer neozelandese. Per Lindsay la cultura del the è una fonte continua di ispirazione: la lentezza che presuppone, il rituale domestico di mettere su la teiera e aspettare che l’acqua bolla, che il the si raffreddi abbastanza da poter essere bevuto.
Così ha cominciato a fare esperimenti con le vecchie tazze da the comprate nei negozi dell’usato, trasformandole in eleganti bracciali in porcellana. Continua a leggere… »
da Tostoini







