Posts Taggati come ‘mobili’
I mobili con le cassette della frutta di Mauricio Arruda
Quando in un film o telefilm c’era da evocare lo stereotipo del giovane artista o studente fuorisede un po’ bohemien, uno dei complementi d’arredo che non mancava mai erano i mobili fatti con le cassette della frutta. Non so se il cliché delle cassette di frutta sia ancora vivo, o sia stato soppiantato dall’imagine di centinaia di migliaia di camere arredate coi pezzi più economici del catalogo Ikea, fatto sta che nel frattempo le cassette della frutta sono diventata un materiale con cui si sono dilettati diversi designer.
.
da Tostoini
Le cassettiere riassemblate di schubLaden
schubLaden in tedesco significa cassetti.
E proprio di cassetti, di ogni forma e colore sono composti i mobili di schubLaden, che riciclano vecchia mobilia ritrovata nei mercatini delle pulci trasformandola in arredamento di design.
Lo shop schubLaden si trova a Berlino, in zona Kreuzberg.
.
I mobili sono numerati firmati e accompagnati ognuno dalla storia dei pezzi che li compongono. E’ anche possibile chiedere ai designer di realizzare pezzi unici usando materiali forniti dai clienti o in base alle vostre esigenze.
Oppure se Berlino non vi viene di strada o se comunque i prezzi di schubLaden vi sembrano eccessivamente alti, potete trarre ispirazione per rimettere a nuovo un mobile di grande distribuzione come milioni di altri e trasformalo in qualcosa di assolutamente personale.
.
da Tostoini
Eco glam, i Mobili di carta di Debbie Wijskamp
Maggio sta per arrivare e secondo alcune tradizioni è il mese dei matrimoni, in realtà apre la strada a calde giornate dedicate alle cerimonie fino all’inizio di ottobre. È quindi questo anche il periodo per scegliere il modo per sistemare la casa di novelli sposi e a pochi giorni dal Salone del mobile di Milano sono già in rete alcune novità per arredare la propria casa in modo ecologico. Debbie Wijskamp, designer olandese, ha realizzato con vecchi giornali ma anche con il riciclo della carta dei mobili davvero originali che portano l’Eco glam nella quotidianità . Questo concetto punta a trasformare i rifiuti in oggetti che si ispirano all’ecologia senza dimenticare gusto ed originalità .
Continua a leggere… »
da Ilaria Aurino
I mobili di Bennett Goodman
A volte per tramutare un qualunque appartamento dal mobilio anonimo in una casa vera e propria basta anche solo un mobile.
I mobili di Bennett Goodman fanno venire in mente Alice delle Meraviglie, i romanzi steampunk, un’estetica dell’assurdo che renderebbe unica anche la più banale delle stanze.
Goodman si definisce per un terzo falegname, per due terzi artista con una spolveratina dello scienziato pazzo ed a vedere i suoi lavori non gli si può che dare ragione.
Nell’ultimo periodo si è concentrato sul lavoro con materiali riciclati, in particolare valigie vintage, mobili recuperati ad un destino di discariche, reperti emersi dagli svuotamenti di qualche cantina.
Il risultato sono valigie da uomo che diventano comodini in cui riporre cravatte e orologi, vecchie cappelliere vezzose che riprendono vita come mobiletto da bagno o cornici in legnoper caminetti che diventano una scrivania attrezzata con tanto di scaffali.
Sul suo blog trovate alcuni dei pezzi che ha realizzato, ma la collezione è in continuo ampliamento.
da Tostoini
Riveal, l’armadio di parquet
Da Studiomama, uno degli studi di design più famoso al mondo per la progettazione di complementi d’arredo ricavati dal recupero dei matariali e molto legato all’universo dell’eco-sostenibilità e del sociale, arriva Riveal, un armadio a scomparti nascosti realizzato attraverso la lavorazione esclusiva di legno di recupero e in particolare dalle tavole di vecchi parquet.
Caratterizzato da una struttura che fa del gioco di vuoti e pieni il suo punto di forza, Rivael è sicuramente un armadio “non conforme” che ha tutte le potenzialità per catturare la curiosità di una grande fetta di pubblico. L’interno dell’armadio è in legno scuro mentre l’esterno è realizzato con legno chiaro. Questa scelta di usare queste due colorazioni, così contrastanti e derivanti dall’utilizzo di due diverse tipologie di parquet, rende ancora più esclusivo e fantasioso questo mobile.
L’utilizzo di legno recuperato conferisce, infatti, ad ogni pezzo una qualità e un design unico. Quando aperto l’armadio rivela un insieme di diverse dimensioni e caselle di varie proporzioni. Questo gioco di moduli al posto dei classici scomparti conferisce originalità , ma anche funzionalità in quanto la parte “negativa” può essere utilizzati per lo stoccaggio, mentre l’atra come scaffale.
Continua a leggere… »
da Tostoini
I mobili creati riciclando segnali stradali
Ricordano un po’ i cartelli stradali che era facile incontrare in pressoché qualunque casa di studenti fuori sede, o i mobili di recupero ricavati da vecchie casse da spedizione, cartelli stradali o pianali di camion che si potevano rinvenire una volta nei cortili e nei garages dei nonni, questi mobili fotografati da Heybales e inseriti nel suo account flickr. I mobili sono realizzati riciclando una serie di vecchi cartelli in compensato, e nel set dedicato dice che il prossimo progetto sono degli scaffali sempre ricavati dai medesimi pannelli.
da Tostoini
Spazio alla musica
Le vecchie audiocassette possono essere riutilizzate in vari modi. Abbiamo già visto come creare con esse delle lampade oppure creare con il nastro delle figure che riportano le sembianze di personaggi famosi, ma se avete una grande collezione di cassette che non volete assolutamente buttar via potete utilizzarle per ricoprire i vostri mobili. Quest’idea vi consentirà anche di cambiare il vostro arredamento rendendolo più colorato e originale.
Continua a leggere… »
da Ilaria Aurino
I mobili di carta riciclata di Charles Kaisin
Abbiamo visto più volte come la carta riciclata si possa prestare agli usi più disparati, e come tra la lettura del giornale e il cassonetto del riciclaggio ci possano essere molte seconde possibilità per il quotidiano del giorno prima. Ma l’idea di far diventare il giornale del mattino parte integrante dei mobili di casa forse non ci era ancora venuta. Ci ha pensato Charles Kaisin. Continua a leggere… »
da Tostoini






