Posts Taggati come ‘vestiti’
Un vestito da bimba da una vecchia camicia da uomo
Capita a volte, andando in giro per la rete a cercare idee da proporvi, di trovare progetti per bambini talmente belli da suscitare quasi un moto di invidia.
E’ il caso di questo tutorial, ad opera di Made, per creare un vestitino da bimba riutizzando una vecchia camicia da uomo: il risultato finale è talmente bello che vorrei poterci entrare anche io in un vestitino del genere, ad onta degli anni e dei chili.
Dana inserisce questo tutorial tra quelli dal livello di difficoltà molto basso, ma ovviamente si intende riferendosi a chi abbia già dei rudimenti di taglio e cucito ed un minimo familiarità con la macchina da cucire.
da Tostoini
I biglietti d’auguri di Alisa Burke
Il tutorial che vi proponiamo oggi di Alisa Burke si apre con una premessa molto significativa, in cui Alisa spiega di non avere mai comprato dei biglietti d’auguri. Perché comprare quando si può creare, o ancora meglio, ricreare?
E allora ecco per voi un tutorial su come riciclare le targhette dei vestiti per creare dei bigliettini chiudipacco per i vostri regali.
Le etichette dei vestiti da tristi cartellini con taglia, marchio e paese di fabbricazione si sono trasformate negli anni in oggetti allettanti dalle forme curiose, dai colori accesi e dalle fogge interessanti. Perché non sfruttare questa varietà come materiale di partenza per le proprie creazioni?
Tutto quello che vi serve è dei colori acrilici con cui pitturare i cartellini. Una volta dipinte le basi, il resto sta alla vostra creatività : decorazioni a collage o con applicazioni di perline, dipinte a mano o applicate con degli stencil, non c’è limite.
I biglietti d’auguri con le etichette degli abiti di Alisa Burke.
da Tostoini
Il vestito realizzato con i sacchi della lavanderia
E’ vero che a volte sono i materiali a fare la differenza, ma spesso – il più delle volte – la differenza vera sta nella testa di chi ce li ha sottomano.
E’ il caso del vestito realizzato con i sacchi della lavanderia di Jasmin Gordon.
Anche questo, come altri spunti che vi abbiamo segnalato negli scorsi mesi, è un progetto la cui materia prima non è reperibile dalle nostre parti – o per lo meno, tutte le lavanderie con cui ho avuto a che fare io restituiscono i vestiti dentro delle custodie di plastica trasparente, ma se conoscete casi in cui vengono utilizzati sacchi di stoffa simili a quelli nella foto fatecelo sapere – ma è comunque sempre un esempio di riutilizzo brillante di un materiale povero, in cui il valore dell’oggetto finito sta tutto nella bravura dell’artigiana che l’ha lavorato.
Il vestito realizzato coi sacchi della lavanderia di Jasmin Gordon su Recyclart
da Tostoini
I gioielli etici di RecyclArt
Il progetto RecyclArt nasce nel 2007 per desiderio di un gruppo di volontari, la Coalición Reciclaje, insieme a Terra Nostra, un’associazione non governativa del Costa Rica.
Le due associazioni hanno unito i loro sforzi per portare avanti un’iniziativa che mettesse assieme arte, riciclaggio, educazione ambientale e la possibilità di ottenere pari opportunità per le donne.
L’idea di fondo è di generare delle possibili fonti alternative di reddito nelle aree rurali attraverso le pratiche di riciclaggio, formando e organizzando gruppi di donne che acquisiscono così tutta una serie di saperi artigianali e che diventano anche responsabili delle pratiche di riciclaggio per le proprie comunità . Continua a leggere… »
da Tostoini
Reverse appliques: buchi coi vestiti intorno
Chiunque sia stato bambino – cioè tutti – o abbia dei bambini – in molti – è consapevole della facilità con cui si bucano, macchiano e strappano i vestiti dei bambini. Questo è un fenomeno normale e anche un segno che i suddetti bambini sono intenti a giocare ed esplorare come è giusto che sia.
Per non dover mandare prematuramente in pensione un paio di pantaloni bucati si può rammendarli o metterci una toppa, ma col tutorial di Crafting A Greener World si può far diventare il buco stesso e la relativa toppa un elemento decorativo dell’abito, anzichè qualcosa da nascondere. Continua a leggere… »
da Tostoini
Trasformare una vecchia t-shirt per bambini in una borsetta
Il problema dei vestiti dei bambini è che i bimbi crescono in fretta, e gli acquisti della settimana precedente la settimana successiva potrebbero non essere più della taglia giusta. Certo tra nipoti, cugini e figli di amiche e amici c’è qualcuno a cui potrebbe andare bene un incessante circolo di vestiti di taglie differenti, ma se non avete modo di riciclarli in questo modo potete sempre provare questo lavoro di The Object Project: trasformare una t-shirt in una borsetta a dimensione di bimba. Servono solo la maglietta, ago, filo, due bottoni e un po’ di pratica col cucito.
Il tutorial per creare una borsetta da una vecchia t-shirt per bambini su The Object Project.
da Tostoini
Una t-shirt che cresce coi bambini
Quando ripenso ai miei ricordi d’infanzia riguardo le compere in fatto di vestiti, scarpe e in generale capi di vestiario, c’era una scena che ci si riproponeva ad ogni nuovo acquisto: “la/lo prendiamo un po’ più grande così ci cresci dentro”. Perché se c’è un’incontestabile e banale verità nella vita, è che i bambini crescono. E crescono molto velocemente. La maglietta o la felpa che il mese prima gli andava a meraviglia, il mese successivo può tutt’al più essere usata per vestire una Barbie. Continua a leggere… »
da Tostoini
Umbrella skirt, la seconda vita di un vecchio ombrello
Parlare di ombrelli con queste temperature può sembrare un po’ fuori luogo, per quanto negli ultimi giorni i 40 gradi si avvicendino con nubifragi e apertura delle cateratte del cielo con preoccupante frequenza. Se una volta esistevano figure come gli ombrellai specializzati nelle riparazioni – quando gli ombrelli non erano ancora diventati un oggetto usa-e-getta – gli ombrelli di oggi sono fatti per durare il tempo di un sospiro e dopo ogni temporale se ne trovano sempre un buon numero abbandonate nei pressi dei cestini dei rifiuti. Visto che trovare qualcuno in grado di ripararli sembra una causa persa in partenza, si può almeno riciclarli? Continua a leggere… »
da Tostoini






